Scrivi o detta
Dal computer lo scrivi, dal telefono lo detti: il programma trascrive, tu rileggi prima di salvarlo.

Le cose da fare stanno sui post-it, nelle note del telefono e nella testa, e quella che scappa è sempre quella importante.
I promemoria stanno nel programma, accanto alle pratiche. Si scrivono o si dettano, si collegano a un incarico se serve, e la card dell’incarico ti ricorda il primo che hai in sospeso.
Dal computer lo scrivi, dal telefono lo detti: il programma trascrive, tu rileggi prima di salvarlo.

«Chiamare il notaio per la data» va con la sua pratica, e compare sulla card dell’incarico. «Rinnovare l’assicurazione dell’ufficio» resta generale.
I fatti scendono fra i completati, con il giorno: se qualcuno chiede «l’hai chiamato?», la risposta c’è.

Fra un appuntamento e l’altro, un promemoria si detta in dieci secondi.
No. Si accende solo quando premi il tasto per dettare, e solo col permesso del telefono o del computer.
Al servizio che lo trascrive, solo per trascriverlo, e non si conserva. Nel programma resta il testo, che rileggi prima di salvare.
I promemoria di una pratica li vede chi lavora su quella pratica. Servono proprio a non perdere il filo quando la pratica passa di mano.
Sì. Un promemoria può avere il suo giorno, e l’elenco li tiene in ordine.